L’avventurosa favola porno di Aurora

Copertina di Favola porno di Aurora

In una porno favola, neanche la vagina dentata è un problema impossibile

Aurora è una principessa porno in piena regola: è bella, intelligente e potrebbe far cadere qualsiasi uomo ai propri piedi. Non fosse per una cosa: ha la vagina dentata a causa di una terribile maledizione.

La povera principessa si consola con tanto buon sesso lesbico, facendosela leccare ogni mattina dalle sue dame di compagnia porcelle. Eppure non riesce ad essere soddisfatta: le donne le piacciono, ma non sono la sua passione principale. Come sarebbe, invece, avere un uccello che la riempia in ogni buco? Com’è fatto il corpo di un uomo e com’è da toccare?

Quando il padre decide di farla sposare a un uomo senza pisello, la vita di Aurora arriva a una svolta. Il suo promesso sposo non è interessato al sesso e le proibirebbe di andare avanti con le sua lesbicate consolatorie. La principessa porno ha due scelte: arrendersi all’idea di vivere non solo senza cazzo, ma del tutto senza sesso; prendere in mano la situazione e cercare da sola il rimedio alla sua maledizione.

Per riavere la sua vagina, Aurora dovrà affrontare il grande mago Severus e il Concilio Oscuro. Ad aiutarla ci saranno tre baldi cavalieri molto dotati e una strega porca, che le insegneranno come succhiare uccelli e prenderlo nel didietro. Ce la farà Aurora a prendere il controllo del proprio corpo e del proprio piacere?

Tutto il sesso della principessa porno

“Porno Favola di Aurora” è un libro porno con scene di sesso esplicite e linguaggio crudo. Al suo interno troverai le seguenti pratiche sessuali.

  • Sesso lesbico orale
  • Sesso orale da donna a uomo
  • Sesso orale da uomo a donna
  • Sesso anale
  • Orge
  • Due uomini con una donna

Estratto da “Porno Favola di Aurora”

Prendo il campanello sul comodino e lo suono tre volte. I passi delle dame di compagnia rispondono subito. La porta si apre ed entrano tutte e tre, una dopo l’altra. Indossano i nuovi abiti che ho disposto per i servizi della mattina: camicetta slacciata fino all’incavo dei seni e gonna che copre appena l’inguine. Si inchinano all’unisono, in equilibrio precario sui tacchi.

Scendo dal letto e mi sistemo sulla poltrona di fronte alla toeletta, su cui campeggia un altro specchio.

«Caterina, pettinami i capelli.»

Caterina prende la spazzola dalla toeletta e si sistema alle mie spalle. Tiene la testa bassa e così i riccioli neri le ricadono sul viso. La boccuccia a cuore è imbronciata, forse per il dispiacere di non essere stata scelta per il servizio principale.

Faccio un cenno ad Arianna. «Pensa alla mia manicure.»

Risponde con un inchino e la treccia rosso fuoco le scivola sopra la spalla. Si inginocchia accanto a me e prende una delle mie mani tra le sue, già armate di limetta. Lancia un’occhiata invidiosa a Samanta, ancora inchinata in attesa che le dia l’ordine di avvicinarsi.

Apro le gambe. «Samanta, leccami la figa.»

«Sarà un onore, Vostra Altezza.»

Si inginocchia in mezzo alle mie gambe e mi accarezza il monte di venere.

Mi lascio andare contro lo schienale. La spazzola di Caterina mi massaggia la testa, Arianna pensa alle mie mani e l’alito di Samanta mi solletica la figa. Socchiudo gli occhi per godermi il tutto.

Samanta percorre il profilo del mio interno coscia con la punta della lingua, gli occhi puntati verso di me e le mani poggiate sui miei fianchi. Arriva all’attaccatura della coscia e lecca l’incavo su e giù, una mano immersa nel mio ciuffetto. I riccioli dei miei peli pubici si confondono con i suoi color cioccolato, sparsi su tutto il mio basso ventre.

Sospiro sull’onda delle piccole scariche di piacere che partono dai baci di Samanta. Scivolo in basso sulla poltrona, avvicinando la figa al volto della dama di compagnia. Tuffo una mano in mezzo ai suoi capelli e li tiro in direzione del mio clitoride. Lei mi asseconda e tuffa il naso dentro i riccioli color miele, chiude gli occhi e inala il mio odore.

«Avete sempre un profumo eccezionale, Vostra Altezza.»

Spingo il pube ancora in avanti. «Poche chiacchiere e leccami come ti ho insegnato.» Sfilo la mano dalla presa di Arianna. «Voi due succhiatemi i capezzoli.»

Caterina si inginocchia accanto a me, dal lato opposto di Arianna. Prende tra le mani il mio seno destro e passa la lingua sul bordo dell’areola, imitata dalla compagna. La lingua di Samanta fa un giro intorno al clitoride, lo tintinna dall’alto e riprende a girare.

Stringo le mani sui bordi della seduta, piego la schiena ad arco. Il primo orgasmo mi scuote dalla testa ai piedi. Strabuzzo gli occhi e immergo una mano tra i capelli di Samanta e un’altra tra quelli di Caterina.

«Continuate a― Sì, così!»

Caterina massaggia il seno destro e succhia il capezzolo con forza. Arianna lo mordicchia il capezzolo sinistro, le mani chiuse a coppa intorno alla tetta. La lingua di Samanta accarezza il clitoride dal basso verso l’alto, ancora, ancora e ancora.

«Sì, brave…Di più, di più.»

Tiro gli occhi all’indietro, la lingua di fuori e le mani contratte sulle teste delle mie dame di compagnie. Il mio corpo trema e rivoli caldi scendono dalla figa lungo le cosce. Contraggo i muscoli e il mondo sparisce nel bianco dell’orgasmo. Schizzo il mio piacere in faccia a Caterina, che apre la bocca per accogliere i fluidi della mia regale figa.

Mi lascio andare contro la poltrona, molle come una medusa. Faccio ricadere le mani lungo il corpo e le dame di compagnia si staccano.

Caterina si alza, il viso fradicio. Fa un inchino e gocce del mio piacere si staccano dal mento, per cadere sul pavimento.

Le faccio segno di rilassarsi. «La tua principessa è soddisfatta.» Faccio un piccolo cenno con la testa alle altre due, inchinate ai due lati della poltrona. «Ed è soddisfatta anche di voi.»

Il pavimento è instabile sotto i piedi. Faccio qualche passo incerto, ondeggio e recupero l’equilibrio. Alzo le braccia e tendo i muscoli della schiena. Non c’è modo migliore per iniziare una giornata così importante che con una bella leccata.

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