Sesso gay tra cavalieri

Copertina di Porno Cavalieri Gay

Dopo un lungo viaggio, una sana scopata a tre è proprio quello che ci vuole

Rolando, Tristano ed Edgardo sono tre valorosi cavalieri della corona, compagni di avventure e di bevute. Rolando ed Edgardo sono ormai cavalieri esperti, mentre Tristano ha solo diciannove anni ed ha ancora tante cose da imparare.

Dopo tre mesi in missione in mezzo al nulla, i tre riescono finalmente a fermarsi in un albergo di città e a tirare un po’ il fiato. È tempo di un bel bagno e di una sana dormita. E di un po’ di sesso selvaggio gay tutti insieme.

Durante una sana scopata a tre, il giovane Tristano dà prova di una perizia inaspettata. Intrattiene entrambi i compagni con la bocca e si fa inculare senza problemi. Eppure dichiara di non aver mai conosciuto una donna: è tutto talento naturale o c’è qualcos’altro sotto?

Rolando, insospettito dalle abilità del giovane, decide di andare più a fondo nella faccenda. Qual è il segreto del ragazzo? Sarà davvero inesperto come dice o c’è qualcosa sotto?

Sesso omosessuale in tutte le salse

“Porno cavalieri gay” è un racconto erotico gay autoconclusivo ispirato ai personaggi di “Porno favola di Aurora”. Ogni pagina è dedicata ad eccitante sesso tra uomini, descritto con novizia di particolari dal punto di vista di Rolando.

All’interno del racconto troverai pozioni simil-viagra, osterie per soli uomini e le seguenti pratiche.

  • Sesso orale
  • Sesso anale
  • Sesso a tre
  • Orge
  • Voyeurismo

Estratto da “Porno cavalieri gay”

Povero Tristano. Diventa rosso come un peperone e stringe le labbra. Se non fosse per quei due peli biondi che ha in faccia, potrebbe passare davvero per una fanciulla intimidita. Fa correre gli occhi grigi tra me ed Edgardo.

«Sì che ho visto dei cespugli.»

Edo butta i pantaloni insieme al resto. «Guarda che quelli in giardino non valgono.» Il suo cazzo ondeggia all’altezza della faccia del ragazzino. «E neanche i nostri. Vero, Rolando?»

Mi sfilo i pantaloni. «Giusto. Che cespugli hai visto?»

Tristano ci dà le spalle e si spoglia. Le spalle sono muscolose ma lisce, così come le gambe e le braccia. Se si stancasse di fare il cavaliere per la famiglia reale, si potrebbe riciclare come attore specializzato in ruoli femminili.

«Rol, non ce lo dice mica.» Edgardo segue i movimenti del ragazzino da sopra il proprio letto. «Per me non c’è nessun cespuglio e si è inventato tutto.»

«Non mi sono inventato proprio niente! Ve la ricordate la lavandaia che abbiamo incrociato lo scorso mese, mentre cacciavamo le creature del Concilio Oscuro?»

Alzo un sopracciglio. «La figlia del mugnaio che ci ha ospitato? Quella con i capelli color carota?»

«Lei mi ha fatto vedere il cespuglio.»

Io ed Edo ci scambiamo un’occhiata. Scoppia a ridere.

«Quella ha fatto vedere il cespuglio a tutti. Vedere e basta, però.» Solleva le mani. «Guardare ma non toccare!»

Il cazzo di Tristano si affaccia in mezzo alle cosce. Lo caccia giù con entrambe le mani.

«Ho anche toccato un cespuglio,» biascica.

Sì, come no. L’ultima volta che gli abbiamo proposto di venire con noi al bordello si è ritratto come una verginella, tutto rosso e balbettante.

«Il cespuglio di chi?»

Abbassa gli occhi. «Quello di Aramis.»

Salto a sedere. «Ma chi, lo stalliere bruno?»

Questa poi.

Tristano annuisce. «Si è offerto di prepararmi.» Si schiarisce la gola. «Mi ha anche detto che certe cose sono migliori se le fai con un altro uomo.»

Edgardo è seduto sul bordo del letto, i gomiti poggiati sulle ginocchia e un mezzo sorrisetto in faccia.

«Gentile, il buon Aramis. Ha la faccia di uno dedito al sacrificio.» Si alza. Il cazzo sbuca dritto dal cespuglio rosso dell’inguine. «Spero che tu abbia ricambiato il favore.»

Il ragazzino ha gli occhi fissi sul cazzo di Edgardo. Si lecca le labbra.

«Sono un uomo d’onore.»

Mi siedo sul suo letto. «Beh, ci mancherebbe. Quindi come hai ricambiato?» Chiudo la mano intorno al mio cazzo. «No, per capire.»

Edgardo passa una mano tra i capelli di Tristano. «Io penso di saperlo, però correggimi se sbaglio.» Afferra una ciocca di capelli del ragazzino e con la mano libera avvicina il cazzo alle sue labbra. «Secondo me gliel’hai succhiato fino alle palle, non è vero?»

Tristano socchiude le labbra. Edgardo dà una spinta di reni in avanti e il cazzo penetra per metà nella bocca del ragazzino. Lo afferra per il mento con la mano libera, aprendo ancora di più la bocca. Dà una seconda spinta di reni ed entra fino alle palle.

Il ragazzino annuisce, la bocca piena e gli occhi puntati verso l’alto.

Ah però. Il verginello l’ha ciucciato allo stalliere. Una scoperta interessante.

Me lo meno con gesti lenti. «Lo sapevo che sei proprio un bravo ragazzo.»

Edgardo sospira. «Molto bravo.» Tira fuori il cazzo fino al glande e glielo ributta in bocca. «Così bravo che adesso condividerà con noi quanto imparato, non è vero?»

Compra “Porno cavalieri gay”